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Dal 14 marzo al 23 agosto Palazzo Strozzi a A Firenze  ospiterà una la straordinaria mostra su uno dei più grandi protagonisti dell’arte america del ‘900,  Mark Rothko.

Oltre a Palazzo Strozzi  la mostra coinvolge il Museo di S. Marco ed il Vestibolo della Bibblioteca Medicea Lorenziana per un totale di oltre 70 opere esposte provenienti da prestigiosi musei internazionali come il MoMa, il Metropolitan Museum di New York e da collezioni private.

Le location sono perfettamente coerenti con i viaggi e gli artisti del passato che Rothko ha amato profondamente , la spiritualità del Beato Angelico e la forza creativa di Michelangelo.

Le grandi campiture di colore non sono immagini ma spazi emotivi,  spirituali ed intimi.

Nelle prima fase della sua produzione le opere sono ancora figurative ma la trasformazione nel corso della sua vita approderà ad un astrattismo totale .

Colori vibranti che spaziano dai più vivaci per terminare a colori  scuri ma  vibranti di  pura  energia emotiva.

Nella mostra sono presenti tante foto  testimonianze di una vita in eterna salita, che culminerà con il suicidio nel 1970.

Un racconto affascinante che inizia con foto in bianco e nero dai contrasti fortissimi immagini della sua prima giovinezza quando è ancora in Russia, la migrazione negli stati uniti a Portland, e l’approdo a NewYork.

La prima personale al Penny Guggenhemm non è certo un successo ma Mark non si abbatte e non perderà mai il suo spirito puro neanche quandogli vengono offerti 35:000 dollari dal ristrante Four Season ( una cifra enorme per l’epoca 1959)

Ma l’ambiente pretenzioso ed elittuario lo  disgustano a tal punto che  l’artista restitui la caparra e si rifiutò di lasciare li le sue opere , in un luogo molto distante dalla sua poetica intimistica e sacra.